Don't Hide the Madness..

sabato 30 gennaio 2010

PRIMA PROVA


"amore, ma cosi sembri grassa!"
"tu dici?? proverò a chiedere a Kia di dimagrirmi un po'.. ma davvero sembro grassa, dai, è un disegno (allora Lui mi vede magra?? o è solo perchè sta arrivando il suo compleanno e cerca di chiedermi qualcosa? Ah, no, è che per il mal di schiena si sta praticamente drogando di antidolorifici in dosi che addormenterebbero pure un ippopotamo (attenzione, attenzione forse abbiamo abbandonato la visione esclusiva di cenerentola per dedicarci a madagascar, con scene di tripudio allo spettacolo di alex-il leone-re dello zoo) BAH, io magra!"

Quella santa donna di KIA, mi ha sicuramente presa per pazza, o forse ha imparato a conoscermi dopo tutte le modifiche che le ho fatto fare, per cercare di sistemare e personalizzare un po' il blog. Comunque mi ha dimagrito, almeno virtualmente ed io tanto per bilanciare ho provato la torta più goduriosa della foodblogsfera, il FONDANT.
Ora qui urge precisazione, avevo già segnato la ricetta di Daniela di CALME ET CACAO, e poi il mito cavoletto mi pubblica quella di Fanny, che fare?
Ho fatto quella di Daniela e ho promesso a mio marito di rifare quella di Fanny, così per poter confrontare un po', e aumentare il consuno di calorie giornaliero.
"tanto sono sotto antidolorifici e DEVO mangiare"

IL FONDANT AL CIOCCOLATO
(da calme et cacao con ricetta di Trish Deseine)

200 gr cioccolato fondente 70%
250 gr di zucchero
200 gr di burro
5 uova
1 cucchiaio di farina

Fondere a bagno maria il cioccolato e il burro, aggiungere lo zucchero e lasciar raffreddare. incorporare un uovo alla volta mescolando con un cucchaio di legno, fino all'assorbimento. Unire la farina e mescolare fino a rendere il composto lucido e setoso. Versare nello stampo ricoperto di carta daa forno, e cuocere in forno già caldo a 190° per 22 minuti.
Il centro risulterà ancora tremolante, ma non appena freddo sarà spettacolare. Il giorno dopo ancora meglio. Il problema è farlo arrivare fino al giorno dopo.

giovedì 28 gennaio 2010

CANNONI CHE SPARANO FIORI


Mio marito, uomo previdente, mi ha regalato per natale tutta una serie di nuovi utensili ed accessori per la cucina, oltre ad un corso al gambero rosso che farò a marzo. Lui, occhio lungo, ha individuato quello che bramavo da un po' e ha anticipato le spese.
E' arrivata quindi la gelatiera del KA, nuovi stampi in silicone per me e per la nana, il kit per fare i cioccolatini e per ultima la sparabiscotti.
In realtà era un regalo di SCUSA-PERDONAMI-TI PREGO dopo che qualche giorno prima di natale, con tutti gli impasti da preparare ed incordare per la vigilia e il giorno di natale. Mio marito, il mio più grande amore, ha lasciato scivolare sul vialetto il mio kitchen aid, smontandolo, e graffiandolo. Il miopiccolo, grande Teesssoro!
Dopo le prime imprecazioni, e il terrore di trovare una volta per tutte la serratura cambiata al suo ritorno a casa, si è mosso velocemente per riportarlo a casa sistemato e riparato all'ora di pranzo della vigilia.
Torniamo alla sparabiscotti, che con la ricetta giusta crea velocemente ottimi e bellissimi biscotti (con la messa in piega cotonata e il vestitino con la gonna a palloncino, sembra quasi una pubblicità dell'ultimo ritrovato per la casalinga perfetta)

PASTA FROLLA MONTATA per sparabiscotti
(di BABETTE1960)

167 gr di burro (o 111 di margarina e 56 gr di burro)
83 gr di zucchero a velo
167 gr di farina 00
100 gr di farina manitoba
1 uovo
1 pizzico di sale
vanillina

Montare nel KA il burro morbido (a temperatura ambiente) con lo zucchero a velo, fino a farlo diventare spumoso. Aggiungere l'uovo e continuare a montare. Infine mettere la farina e amalgamarla per bene.
Inserire l'impasto nella sparabiscotti, scegliere il disco con la forma che più vi piace e spingere per creare il biscotto direttamente sulla teglia del forno (senza carta forno, senza burro, l'impasto deve aderire alla teglia per potersi staccare completamente dalla sparabiscotti).
Cuocere a 170° per 12/15 minuti controllando bene, perchè i biscotti devono restare bianchi.

martedì 26 gennaio 2010

THAT'S AMORE

Pasta e fagioli e doppia porzione di ricotta, budino al caramello per merenda.La nana ha mangiato e ha fatto tutto quello che doveva fare finendo la scorta di pannolini. Mi accolgono così all'asilo, sulla bacheca una lista di bambini (tanti eh, troppi!) e tutte le attività quotidiane compresa la pasta di sale (si sarà mangiata pure quella?).
La riunione trimestrale è stata spostata, si prega di venire senza i bambini (e io che vi pago a fare??). Il dvd di natale sarà disponibile per fine febbraio. La retta mensile deve essere pagata entro il 1 del mese. Sono aperte le iscrizioni per l'anno scolastico 2010/2011 (di già??? abbiamo già pensato anche alla facoltà dell'università?).
Dai, Ale, ce la puoi fare. Forse è meglio prendere appunti.
Poi la vedi arrivare e ti rendi conto che l'hai vestita da babbo natale, tutta rossa e bianca, ma tanto lei è bionda e il rosso se lo può permettere mica come me che divento verde al solo pensiero. E' rumorosamente felice e sorride urlando "mammmaaa".
Amore di mamma. La riunione è stata spostata. Pasta e fagioli. E' finita la scorta di pannolini. Iscrizione per l'anno prossimo. "mamma ale, devi portare il body e la maglietta di ricambio" certo insieme ai pannolini e alla ricotta. Ah, no, la ricotta l'ha mangiata doppia.
Pannolini, body, maglietta, pannolini, body, maglietta, pannolini.... merda, non c'è più latte, e le uova e l'olio. Pasta e fagioli e ricotta, carboidrati e proteine che le preparo per cena?, pannolini, body, maglietta..
"Amore mi sei tanto mancato oggi, come stai, come va la schiena, meglio, bene, prendi la nana. Micia vai da papà (ti prego!) dieci minuti (vi prego)"

Respiro e raccolgo le idee. Pannolini, body, maglietta, pannolini, olio e uova, pannolini.
Io vado al supermercato. DEVO.
Giro tranquilla tranquilla e riempio il cestino, che no il carrello non lo prendo, tanto devo prendere solo due cosine. Offerte: THAT'S AMORE passato di verdure.
Ma perchè non fanno più quella che mi piaceva tanto, vabbè la rifaccio, ma solo dopo aver comprato i pannolini.

CREMOSA PRIMAVERA PISELLI E BASILICO

200 gr di pisellini primavera findus congelati
5 grandi foglie di basilico bio congelate da me quest'estate
olio, sale, pepe
(cipolla per un po' di sofffritto, ma io non l'ho messa)

Riscaldare un filo d'olio (con la cipolla) e aggiungere i pisellini ancora congelati. Coprire con acqua (sarebbe meglio brodo ma avevo finito le scorte) e cuocere per circa 10 minuti.
Aggiungere le foglie di basilico ancora congelate e lasciarle rinvenire.
Frullare tutto con il miniper e mangiar ancora caldo con un filo di olio a crudo e una spolverata di parmigiano.

domenica 24 gennaio 2010

DI NOI TRE

Se è domenica e fuori è ancora buio. Se ti ritrovi ad aspettare il sole in cucina con tua figlia che pasticcia con il latte e i suoi primi cereali. Se sai che oggi incontrerai, in un grande parco le tue compagne di lotta e di pancia, e le accoglierai volentieri nella tua casa che in questo week end è stata piena di incontri e di amici. Se il pensiero di veder correre quei tre bimbi felici ti riempie il cuore e cancella i brutti pensieri che ogni tanto ritornano dolorosi.
Se pensi a loro, ti viene voglia di pasticciare, di mescolare così come ha fatto la vita ...

DOLCE MARMORIZZATO
(da IL MIO CORSO DI CUCINA II- LA PASTICCERIA*)

200 gr di burro
4 uova
200 gr di zucchero
4 gr di sale
200 gr di farina autolievitante
2 bustine di vanillina
30 gr di cacao in polvere

Fondere il burro e lasciarlo raffreddare. Rompere le uova separando gli albumi e i tuorli. Aggiungere ai tuorli lo zucchero e il sale. Mescolare bene.
Aggiungere il burro e la farina in piccole quantità. Nel frattempo montare a neve gli albumi, incorporando a metà processo, la vanillina. Mescolare gli albumi all'impasto, lentamente con un cucchiaio di legno. Distribuire il composto in due recipienti. Incorporate il cacao in uno e il resto della vanillina nell'altro. Con un cucchiaio distribuire le due preparazioni nello stampo da plum cake, alternandole per creare l'effetto MARBLE CAKE.
Cuocere per 1 ora a 180°.

Ed è dedicato a noi tre e al nostro incontro, al nostro coraggio, alla forza, al dolore e alla gioia infinita. A noi tre finalmente madri.

* Il libro così come il primo (LE BASI) ha delle fotografie bellissime. Li ho acquistati forse solo per poterne godere. La sorpresa sono state le ricette: semplici, ben spiegate e dettagliatamente fotografate, e soprattutto ottime.
Oggi mi aspettavo un dolce-mattone di quelli da mandar giù con mezzo litro di latte, ed invece il cake era (al passato, perchè è già finito) soffice, e dolce al punto giusto. Perfetto per la merenda della domenica pomeriggio.

venerdì 22 gennaio 2010

THE ANSWER

Sono le sette (le diciannove per precisione di cronaca!) e sono appena rientrata a casa dopo quasi dodici ore di asilo-ufficio-urla del capo-asilo-lamentele di mia madre-ritiro al gruppo di acquisto-nipote che mi odia. Sono in ritardo per la cena della nana e non ancora idea di cosa preparare per noi.
Sono stata soltanto avvertita per telefono dal marito, quello affamato: "Ho saltato il pranzo".
Bene, ha saltato il pranzo che unito alla sua fame quotidiana per me significa soltanto una cosa.
Devo preparare una COFANA (perdonate il termine!) di pasta.

PENNE CON RADICCHIO, GORGONZOLA E SFOGLIE DI POMODORI SECCHI

200 (ah, ah, ah io ne ho messe di più) gr di penne rigate
1 cespo di radicchio
50 gr di giorgonzola
parmigiano
pomodori secchi del gruppo di acquisto

In una grande padella lasciar soffriggere uno spicchio d'aglio e aggiungere il radicchio tagliato a listarelle sottili. Cuocere per circa 10 minuti, ed aggiungere se serve un po' acqua (io non l'ho fatto perchè preferisco mangiare il radicchio non troppo molle). Mescolare il gorgonzola, tagliato a cubetti fino a che non sarà completamente sciolto.
Lessare la pasta e ripassarla nella padella, aggiungendo il parmigiano per mantecare.
Impiattare e aggiungere i pomodori secchi.

I pomodori secchi, che sono la mia passione segreta, (almeno quanto i telefilm americani, le borse, le scarpe, e le commedie romantiche. Ora avete la scusa buona per non leggermi più!) provengono direttamente dal gruppo di acquisto e sono sottilissimi, come delle sfoglie. Volevo provare ad aggiungere qualcosa di croccante e dolce per smorzare un po' il sapore forte del radicchio e del gorgonzola e devo dire che l'esperimento è ben riuscito.
Ho solo un dubbio: ma quanto è attendibile un marito che viveva mangiando solo wurstel crudi con salsa tonnata, e che non aveva nemmeno pranzato?

PS: Per dover di cronaca, aggiungo che la nana ha abbondonato la sua pastina con formaggino e e parmigiano e si è tuffata a piene mani (nel vero senso della parola!) nel nostro piatto.
Da far inorridire anche il più accomodante dei pediatri.

mercoledì 20 gennaio 2010

BELLA, MA'!


La nana ha scoperto il mondo dei dolci. Urla e pretende con i suoi gentilissimi modi da vichinga la sua caramella quotidiana. Solo con noi si intende, perchè lei è una di quelle furbissime bambinette che educate ed ondeggianti dispensano sorrisi e moine ad ospiti e parenti e poi diventano iene non appena sole con mamma e papà.
Mangia solo gelatine di frutta, e non ho saputo resistere quando ho trovato questa ricetta

GELATINE ALL'ARANCIA
(da dolci a go go)

200 ml di succo d'arancia fresco
200 gr di zucchero
12 gr di colla di pesce
2 cucchiai di succo di limone
1 puntina di colorante alimentare in gel arancione
stampi in silicone SILIKOMART per cioccolatini

Mettere la colla di pesce ad ammollare in acqua fredda. Mescolare in un pentolino fino al bollore, acqua, il succo e zucchero.Lasciar bollire per 5 minuti.
Spegnere ed aggiungere il colorante scelto e la colla di pesce ben strizzata, continuare a mescolare finche non si scioglie.
Versare con un mestolino negli stampini e mettere in frigo almeno 2 ore (io le ho lasciate tutta la notte). Sformare dallo stampo, passare le gelatine nello zucchero e poi metterle nei pirrottini per presentarle.


Bellissime, gustose e sanno veramente di frutta.
Quando la nana mi chiede la caramella ora non mi sento nemmeno più tanto in colpa.
Le ho fatte io, e sono cosa c'è dentro.
(Sembra quasi una pubblicità, non è che questo blog si trasformerà magicamente nel mulino bianco, no??)

lunedì 18 gennaio 2010

NUOTA E NUOTA, ZITTO E NUOTA

La voglia di pesce mi era rimasta dalla vigilia di natale precotta e etnica, mi ero rifatta un po' con il corso del gambero rosso, ma

"amore, ti va se prendiamo il sushi e lo portiamo a casa?"
".... il sushi, ale, ma io ho fame, voglio M-A-N-G-I-A-R-E, e anche dopo quei meravigliosi bocconcini e un conto salato da pagarci una notte fuori in albergo, IO HO ANCORA FAME"
" (posso dargli torto? E' omo e c'ha fame) va bene (con tono da vabbè, e musetto)"
"dai, va bene (il musetto funziona e stavolta non ho dovuto nemmeno tirar fuori la storia ho-partorito-nel-dolore-la-tua-unica-figlia-adorata), allora andiamo a cena fuori almeno, che il sushi sul tappeto in salone è veramente e romanticamente triste"
" a cena fuori?? e mia madre? chi glielo dice che deve tenermi un'altra volta la nana?"
"possiamo lasciarla alla mia"
" ah, ah, risposta sbagliata, riprova. Dobbiamo trovare una babysitter o altrimenti la nostra vita sociale ormai tristemente inesistente, scomparirà nemmeno tanto lentamente"
"la scelgo io (con gnigno da ormone galoppante)"
"si, certo, ho capito, vado a comprare il pesce e cucino"

Ho preso la piccola dispensa (ma quanto sono scritte male le ricette?) del corso di A. MIGLIORE e ho preparato

SPAGHETTI AI FRUTTI DI MARE CON VELO DI GAMBERI ROSSI AL LIME
(dal corso PRIMI DI PESCE di A.Migliore)

per 4 persone:
320 gr di spaghetti VOIELLO
300 gr di vongole veraci (nella ricetta originale telline, vongole, cozze e 4 fasolari)
12 gamberi rossi
olio evo, aglio, sale, pepe, prezzemolo, finocchietto
1 lime
Giustifica
Scaldare in una grossa padella lo spicchio d'aglio e i gambi di prezzemolo, unire le vongole (nel caso del mix di frutti di mare prima i fasolari che hanno bisogno di tempi di cottura più lunghi) ed abbassare la fiamma. Unire le teste dei gamberi, aggiungere un piccolo mestolo di fumetto di pesce (ad averlo già pronto, che nessuno me ne voglia, ma ho aggiunto acqua calda). Cuocere per circa 5 minuti finchè le vongole non saranno tutte completamente aperte.
Nel frattempo preparare il velo-carpaccio di gamberi rossi. Su un foglio di pellicola, leggermente oliato, battere i gamberi precedentemente puliti e tagliati in lunghezza, per formare un carpaccio. Profumare con zeste di lime, qualche goccia dello stesso succo e del finocchietto. Lasciar raffreddare nel frigorifero (ah, certo, nell'abbattitore, chi non ce l'ha in casa un abbattitore??? io, forse.)
Cuocere la pasta in acqua salata, e toglierla dal fuoco 4 minuti prima della fine della cottura. Finire di cuocere nella padella con le vongole, dopo aver tolto le teste dei gamberi e i gambi di prezzemolo, aggiungendo se necessario il fumetto ( a me sono serviti quasi 2 mestoli di acqua di cottura per ottenere la cremina da pasta alle vongole tipo riistornate).
A cottura ultimata mantecare fuori dal fuoco, aggiustare di sale, mettere il pepe, e il finocchietto.
Impiattare e aggiungere il carpaccio di gamberi rossi che si scioglierà (fino a quasi-cuocersi) e aggiungerà alla pasta un buonissimo odore e sapore di lime.

La fame l'ho placata, e ho allontanato il pericolo tata-ragazza alla pari, giovane, straniera, bionda e con le gambe lunghe. Per ora..

domenica 17 gennaio 2010

SECOND LIFE


Tutti hanno diritto ad una seconda possibilità (vabbè non proprio tutti!), ma di certo il pandoro aperto che giaceva solitario da una settimana, non meritava di fare la fine che ormai gli si prospettava. Lì nella sua famosa scatolina rosa non attirava più gli sguardi di nessuno finchè non l'ho trasformato (non in una carrozza...)
MAGICABULA... BIDIBIBODI...BU e arriva il

PANDO-SU'
(la seconda vita di un pandoro)

2 fettine di pandoro
100 gr di ricotta
zucchero
1 caffè lungo
cacao per decorazione

Ritagliare le fette di pandoro e intingerle solo da un lato nel caffè lasciato raffreddare. Farcire con la ricotta precedentemente lavorata con lo zucchero, fino a renderla spumosa. Decorare con il cacao.

Magicamente trasformato non è durato di certo fino a mezzanotte.

venerdì 15 gennaio 2010

LA MOLLICA MOLLE


"Amore di zia, vuoi venire con me a fare un corso di cucina...si, ce l'ha regalato cugino grande per natale e zio è bloccato a Bergamo"
"Certo, zia, ci vengo volentieri, così passiamo un po' di tempo insieme che non ci vediamo mai e io mi prendo una serata libera. Ma dove?"
"mmm... qualcosa di rosso. "
Qualcosa di rosso era il GAMBERO ROSSO e il corso da fare insieme era sui primi di pesce.
Mollo la nana urlante a mia madre, leggermente restia, affronto l'umidità del tevere in quasi-piena ed entriamo.
Primo, secondo, terzo piano e un gruppetto notevole di persone già ad attendere.
"Ale, ma c'è tanta gente, io pensavo non ci fosse nessuno"
" Zia, ma ogni tanto quei due, i miei cugini, ti lasciano vedere qualche canale che non sia di calcio su sky?? hai presente il gambero rosso channel, il canale di cucina??"
" ah si, ......................... (pensieri silenziosi) ma io... mi vergogno"
Superi la voglia di abbracciarla e di prenderla per mano, ripensando a quante volte ti ha pulito il naso ( e anche qualcos'altro) e sopportato i tuoi capricci e pensi subito che in fondo è sorella di tua madre, che sarebbe capace di andare dallo chef e dirgli che la mollica di pane da mettere sugli gnocchi non si mette in forno ma si frigge perchè altrimenti si ammolla. Se la caverà.
Diffidente ascolta e commenta e commenta e non ascolta.
Eseguiamo alla perfezione e mangiamo e beviamo.
Salutiamo lo chef ANTONELLO MIGLIORE che gentilmente mi offre la pasta per gli gnocchi rimasta e così ieri sera

GNOCCHI DI RICOTTA E CAROTE

700 gr di ricotta
170 gr di purea di carote ben sgocciolata
2 tuorli
100 ml di olio evo
sale
300 gr di farina 00
100 gr di patate lesse
(per 4 persone)

Scolare molto bene la ricotta ed unirla alla purea di carote. Amalgamare il tutto in una ciotola capiente, con i tuorli, il sale, le patate lesse e la farina. Rivoltare il composto già leggeremente impastato su una spianatoia e continuare con le mani.
Creare gli gnocchi e lessarli in acqua salata.
Io li ho conditi semplicemente con burro e parmigiano, ma la ricetta originale era GNOCCHI DI RICOTTA E PATATE CON SEPPIE, MOLLICA DI PANE E PESTO DI CAPPERI AL MIELE.


Fuori dalla Città del gusto ci aspettano marito ( di ritorno da cena a base di carbonara!) e cugino piccolo, che mi domanda sorridendo "ha commentato, vero??".
Non credo di poter dimenticare nemmeno un commento, e non si mai che nessuno provi a fare la mollica di pane nel forno invece che fritta.... si ammolla!
(che poi non mi è sembrato proprio così ... ma vabbè!)

mercoledì 13 gennaio 2010

MI SON DISTRATTA UN ATTIMO...


Nessuno mi aveva avvertito che ad un certo punto (non ancora ben definito) la nostra piccola bambina bionda piena di sorrisi si sarebbe trasformata in una vichinga, sempre bionda, ma rabbiosa e capricciosa che non accetta alcun tipo di indicazione, consiglio, comando, avvertimento. La vichinga comincia anche a parlare, qualche parola che prima sembra dolcissima e poi diventa una spiacevole sorpresa quando dopo una punizione di 5 minuti, si avvicina con aria minacciosa e dito alzato e mi urla decisa Mamma Brutta. Mamma brutta?
Superata la sorpresa e l'orgoglio di mamma (due parole insieme fanno quasi una frase?), mi si è gelato il sangue.
E' cominciata la lotta, e io che speravo di avere ancora una decina di anni di occhi blu adoranti.

E' bastato un attimo, quello necessario a calmare una crisi da mamma-dammi-subito-quel-telefono-oraaaa, e il pollo è passato da SONO PERFETTO MAGARI ANCORA UN SECONDO IN FORNO a ERA MEGLIO TIRARLO FUORI PRIMA.

POLLO ARROSTO AL LIMONE E SALVIA
( da LA CUCINA del Corriere della sera di gennaio)

1 pollo
8 limoni
salvia
limoncello
olio
sale

Rosolare il pollo in una teglia con due cucchiai di olio, dopo aver strofinarto la cavità addominale con il sale, ed aver inserito all'interno 1 limone tagliato in quarti e la salvia. Salare e cuocere per circa 5 minuti.
Bagnare il pollo con il succo spremuto di due limoni, unire gli altri limoni tagliati a metà, ed infornare a 160°per 1 ora. Filtrate il fondo di cottura, ed unite 2 cucchiai di limoncello.
Servite caldo con la salsa di limoncello a parte e i limoni e la salvia come decorazioni.


Io ho messo nella teglia anche delle patate, e per quanto la carne fosse deliziosamente "limonosa" le patate invece lo erano quasi troppo.
Niente patate quindi.

lunedì 11 gennaio 2010

SENTI COME PIOVE


Fa freddo (per quanto si possa dire che a Roma faccia freddo!) e piove, che per un romano è anche peggio. La città diventa piena di folli in macchina che pretendono di correre come se fossero ad Imola, quando in realtà i sanpietrini romani bagnati fanno assomigliare le strade ad una pista di pattinaggio. Per non parlare di quelli che si ostinano ad andare in motorino, tutti coperti da improbabili copertine antipioggia con la speranza tutta romana del tanto-non-può-mica-piovere-tutto il giorno.
No, infatti, non piove tutto il giorno, piove DA giorni.
E quindi ci si rinchiude in casa, si ospita e si organizzano cene all'improvviso. Si chiacchiera fino a notte fonda sul divano e si mangiano dolci, come questa

LEMON PIE (Torta con crema al limone e meringa)
(da
exclusivelyfood)

per la base:
70 gr di farina autolievitante
130 gr di farina
30 gr di zucchero
120 gr di burro a pezzetti
1 uovo
per la crema al limone:
60 gr di maizena
170 gr di zucchero
180 ml di succo di limone
230 ml di acqua
60 gr di burro
3 uova
per la meringa:
3 uova
170 gr di zucchero (io ho usato ZEFIRO)
Si inizia dalla base: Nel KA (impastatore, robot ecc... ) mescolare a velocità media le due farine, lo zucchero e il burro a pezzetti. aggiungere l'uovo e mescolare fino a formare una "palla". Lasciar riposare in firgo per almeno un'ora, ricomprendola con la pellicola.
Per la crema: mescolare la maizena, lo zucchero, il succo di limone e l'acqua in una pentola. Su un fuoco medio far bollire il composto e quindi abbassare la fiamma, continuando a mescolare fino a rendere il composto lucido e trasparente. Togliere da fuoco e aggiungere, mescolando vigorosamente il burro morbido a pezzetti, e una alla volta le uova, fino ad incorporarle perfettamente nella crema, che diventerà giallo brillante. Lasciar raffreddare.
Riscaldare il forno a 180° e stendere la pasta fino a renderla sottile. Ricoprire una tortiera da 23 cm, e infornare per 10 minuti, coprendo la pasta con un foglio di carta forno e del riso (o fagioli, o lenticchie, ecc...) in modo da non farla gonfiare.
Dopo 10 minuti togliere la carta forno e il riso e continuare la cottura per altri 15 minuti, fino a che la base non sarà leggermente dorata.

Per la meringa: Nel KA montare a neve gli albumi e aggiungere due cuccchiani alla volta, tutto lo zucchero, e lasciarlo dissolvere completamente.
Ricoprire quindi la base della torta con uno strato di crema al limone e quindi con la meringa. Per creare le piccole ondine, girare il cucchiaio, schiacciare leggermente la meringa e quindi tirare verso l'alto.
Cuocere di nuovo per altri 10 minuti, fino a che la meringa sarà indurita e leggermente colorata.
Tenere in frigorifero e servire a temperatura ambiente.

venerdì 8 gennaio 2010

CACCIA AL PINOLO

Dopo esperimenti di lievitazione lunghi una giornata e dolci di ogni tipo distribuiti equamente da babbo natale e dalla befana, torniamo alla normalità, e soprattutto alla quotidianità, che il marito ha anche ragione quando reclama...

"aho, ma qui nun se magna più??? e potresti per cortesia citarmi su quel tuo blog in italiano perfetto che poi sembro un rude coatto affamato?? scrivi... Amore mio, luce dei miei occhi (SEEEEE!) quando ricominciamo una dieta sana ed equilibrata?"

Il piatto preferito ( e anche il più comodo) della nana, così come lo preparo io

LE POLPETTE

200 gr di macinato di vitello
1 uovo
40 gr di parmigiano
2 fette di pane duro ammollate nel latte
1 manciata di pinoli
prezzemolo
sale
pangrattato
olio per friggere

Mettere il macinato in una grande ciotola dove poter mescolare tranquillamente tutti gli ingredienti. Sbattere l'uovo ed "impastare" un po' con le mani fino ad amalgamarlo per bene alla carne. Aggiungere il parmigiano, la mollica del pane ben strizzata dopo averla ammollata nel latte, il prezzemolo e un pizzico di sale. Unire i pinoli (questo è un vecchio espediente di mia madre per far mangiare la carne a mio fratello. Creava una specie di caccia al tesoro con i pinoli) .
Lasciar "indurire" un po' il composto in frigorifero per circa una mezz'ora.
Formare delle piccole palline, passarle nel pangrattato e friggerle in poco olio di semi ben caldo.

lunedì 4 gennaio 2010

FOR DUMMIES...


"Ale, che succede? cosa hai letto? cos'è quella faccia? (mio marito ha ripensato subito all'attimo in cui ho scoperto che non ci sarebbero state più serie di sex and the city)
"Niente (e come dice Brignano, quando le donne cominciano le frasi con NIENTE è l'inizio della catastrofe), ho letto una ricetta di Paoletta"
"Ah, e quindi? ti piace?"
"Non sono all'altezza"
"... (devo trovargli un altro passatempo, magari se insisto ricomincia il punto croce)"

Era uno dei miei progetti per il 2010, da fare ora o mai più, che mangiare PANDORLATO a giugno, forse non era proprio il momento più adatto, e poi magari l'anno prossimo Paola lo produce in serie :)
Il marito è in ufficio, io in ferie. Lo metto su a lievitare e continuo le grandi pulizie della cucina.

IL PANDORLATO
(di Anice e Cannella)

280 gr di farina di manitoba
80 ml di latte intero
90 gr di zucchero
110 gr di burro
3 uova
8 gr di lievito di birra fresco
5 gr di sale
un pizzico di polvere d'arancia (in originale buccia di arancia)
2 cucchiai di passito (in originale cointreau)
1 cucchiaino di mieleo n
mandorle tostate con la pelle
zucchero in granella
(Riporto la ricetta di Paoletta con i miei commenti)


Al mattino verso le 8
8.40
prima proprio non ce l'ho fatta
Mescoliamo il latte intiepidito con il lievito, il miele e 70gr di farina, copriamo.
Dopo una mezz’ora (deve gonfiare)
E' gonfiato, evviva.
uniamo gli albumi, il resto della farina e mescoliamo, con la foglia, a vel. 1 (ken)
OH, non ha il KA, vabbene proviamo a velocità 2
Uniamo il sale, il liquore e portiamo lentamente a vel. 2, incordiamo (ci vorranno 5 – 10 minuti).
E' ora di comprarlo qualche liquore anche se poi non lo beviamo, non ho il brandy per i gamberi, non il cointreau ... userò come al solito il passito pantesco, tanto mio marito non c'è (lo controlla) e mio cugino torna domani dall'isola con il solito carico.
TABELLA DI CONVERSIONE KEN-KA. L'IMPASTO INCORDA A VELOCITA' 6 PER 10 MINUTI

Fino a qui era semplice ora comincia il bello
Riduciamo a vel. 1,5 ed uniamo un tuorlo, alla ripresa dell’incordatura

PERFETTO, perfetto e senti che profumo

aggiungiamo un altro tuorlo e metà dello zucchero, riprendiamo l’incordatura

Tutto procede, non ci posso credere

ed uniamo l’ultimo tuorlo con tutto lo zucchero, incordiamo.

Ora ecco, appunto. Ho parlato troppo presto, l'impasto è tornato liquido.
NON ESISTE UNA LINEA DIRETTA CON PAOLETTA?
NON E' CHE MAGARI SCOPRO CHE E' LA VICINA DI CASA CHE NON HO ANCORA CONOSCIUTO?
Vabbè, continuo a velocità 6 e vediamo cosa succede. Dopo 5 minuti si incorda di nuovo...

serriamo l’incordatura
(... ???? Cadono punti interrogativi dal soffitto)
ed uniamo, un cucchiaino alla volta, 40gr di burro fuso freddo
Ce la posso fare
portiamo a 1,5, incordiamo ed aggiungiamo il burro rimanente morbido a pezzetti, insieme alla buccia di arancia, incordiamo.Dovrà presentarsi lucido e ben legato.

note: io ho faticato un po' ad incordare, alla fine, dopo il burro morbido, ho aggiunto 15 gr di farina (ho usato la rieper gialla, credo sia ottima anche la Lo Conte).
Allora è umana pure lei!!
(e non è la mia vicina di casa, non si è affacciato nessuno quando ho urlato ...
NON SI INCORDAAAAAAAAAAAAAAA!)
Dopo aver inserito il burro morbido, l'impasto è praticamente impazzito. Il KA non riusciva ad incordare ed ho dovuto aggiugnere 25 gr di farina prima di riuscire a vedere qualcosa di leggermente incordato (sono andata a cercare le immagini su google)


Poniamo in un recipiente da frigo, sigilliamo e, dopo 40/50 minuti (assicurarsi che parta la lievitazione), poniamo in frigo in una zona sui 6 – 7° per circa 6/8 ore
FATTO!
Tiriamo fuori dal frigo (o dal pianerottolo ;-)) e, dopo 30' minuti, rovesciamo sul tavolo infarinato e diamo le pieghe del tipo 2, dovremo ottenere una massa compatta.
Vado da ADRIANO virtualmente, che magari conoscerlo quel mito lì. Chiaro come al solito, piego per tre volte.

Con la chiusura sotto arrotondiamo e trasferiamo in uno stampo da panettone da 750 gr. 16x11 cm. Copriamo con pellicola e poniamo in forno spento, lampadina accesa fino a che non arriva ad un dito e mezzo sotto il bordo dello stampo.
note: a me ci sono volute circa 3 ore, ma leggevo in giro che a qualcuno ce ne ha messe meno di 2, ad altri anche 5 ore, per cui controllate!
3 ore piene


"Ma amore, cosa mangiamo per cena? IL PANDORLATO?"
sono le 21 e il marito reclama pure la cena..

Pennelliamo delicatamente con albume leggermente battuto e spolveriamo prima con zucchero a granella, poi decoriamo delicatamente con le mandorle a piacere, infine spolveriamo con zucchero a velo.
Quando quest'ultimo sarà assorbito spolveriamo ancora con zucchero a velo, e inforniamo a 180° per circa 30 minuti, su placca del forno, posizionata su grata bassa, perchè cresce molto.
Controlliamo di frequente che lo zucchero non bruci, casomai copriamo con carta stagnola. Sforniamo e poniamo su una gratella fino al raffreddamento.

Fatto, finito, fotografato, mangiato... ma quanto sono felice???

SE VABBE'...

Oggi ho vinto io. Ho sconfitto il mio forno. L'ho pulito. Il forno e il frigo.
E da domani si riorganizza tutta la cucina, e la libreria in cucina. Affronterò da sola la montagna di contenitori di plastica, di stampi in silicone, di piatti e piattini (mi taglio le mani la prossima volta che riempio la busta gialla di ikea con un piattino in più-ma-guarda-che-carino).
Questo è il mio primo dei miei buoni propositi, seguiranno:
- dimagrire almeno 5 kg, che la prossima che mi dice che è tornata come prima dopo la gravidanza, senza mettersi a dieta...
- tornare a leggere libri, che non siano di ricette e di cucina
- ricominciare una qualsiasi attività sportiva che non sia alzare e raccogliere la nana o impastare un kg di farina.
- imparare a fare la pasta sfoglia di Felder, il pandorlato di Paoletta, la ciabatta di adriano, il pandoro del cavolo, la torta magica di Elga ecc...
- convincere la nana che posso metterla in punizione anche se è così piccola senza sentirmi in colpa.
- mantenere un po' ordine (solo un po', che non posso mica diventare come mio marito che ordina le camicie nell'armadio secondo tipo e colore, e crea file excel anche per fare la spesa) nella mia casa e nella mia vita.

Ho 365 giorni. E non sono pochi.

LASAGNE CON GORGONZOLA E PINOLI
(da CUCINA del Corriere della Sera di gennaio 2010)

per la sfoglia:
200 gr di farina
2 uova
per la salsa:
20 gr di burro
30 gr di farina
400 ml di latte
sale
200 gr di gorgonzola
30 gr di cicoria (molto piccola)
20 gr di pinoli
per la decorazione:
10 gr di pinoli
grana grattuggiato

Nel KA impastare la farina con le uova fino ad ottenere una "palla". Stendere la sfoglia con il relativo accessorio ( o una macchinetta o direttamente per i più temerari a mano con il mattarello) e lessarla in abbondante acqua salata. Sbollentare per un minuto anche la cicoria.
In una casseruola fondere il burro e unire la farina, cuocere a fiamma bassa per 5 minuti aggiungendo lentamente a filo il latte. Mescolare per non creare grumi, e dopo aver alzato la fiamma, far sobbolire per circa 10 minuti. Spegnere la fiamma ed unire il gorgonzola, la cicoria precedentemente lessata e i pinoli (tostati per qualche minuto).
Ungere la pirofila con il burro, disporre uno strato di sfoglia e quindi alternare con la salsa e la sfoglia. Concludere con un sottile strato di salsa, il grana e i pinoli.
Cuocere per 40 minuti a 180°.


E i vostri buoni propositi??

venerdì 1 gennaio 2010

I SOGNI SON DESIDERI..


Ed è cominciato il 2010.
Lo abbiamo salutato da una bellissima terrazza (ma quanto è magica Roma vista dall'alto!) con tante persone e altrettanti nani che a mezzanotte ancora resistevano, chiedendo stelline luminose e seconda visione di madagascar ( il primo mi raccomando, e togliamo gli aristogatti che è un film "antico"). La nana ha scoperto le principesse e ora finiamo le nostre giornate ballando sul tappeto il walzer, come il principe e cenerentola.
Durante la cena di ieri vini superbi (eravamo a cena da un amico-ristoratore), formaggi da lacrime e piatti da ognuno-porta-qualcosa. Io ho accompagnato le lenticchie mangiamole-che-portano-soldi (aggiungo speriamo tanti!) ad un cotechino incrostato

COTECHINO IN CROSTA DI PANE
(da pane al pane...vino al vino)

1 cotechino da 500 gr precotto
500 gr di farina 0
12 gr. lievito di birra (mezzo panetto)
1 cuchiaino di zucchero
10 gr. olio extravergine
150 gr. di latte
100 gr. acqua
1 cucchiaino di sale

Come al solito nel KA.
Sciogliere il lievito nel latte leggeremente tiepido con lo zucchero. Aggiungere il liquido ottenuto lentamente alla farina e mescolare con gancio per impasto. Inserire acqua, olio e sale.
Il composto risulterà elastico dopo una decina di minuti nel KA.
Lasciar lievitare per almeno due ore (io, circa tre).
Nel frattempo lessare il cotechino come da indicazioni del produttore.
Quando la pasta è almeno raddoppiata, stenderla sottile e arrotolarla intorno al cotechino, precedentemente ben sgrassato, facendo ben attenzione quando si dispone sulla carta forno che l'unione tra i lembi sia sotto il cotechino.
Cuocere per 25 minuti a 180° statico, dopo averlo spennellato con un uovo.
Servire ancora tiepido con contorno di lenticchie.


Che il 2010 sia per tutti un anno pieno di sogni e di desideri, di forza e di passione per realizzarli (anche quelli nascosti sotto la crosta!).
TANTI AUGURI!
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