"Si...ok... arrivo... va bene.. ho capito... devi uscire e lei ha pianto tutto il tempo... non ha dormito...ha mangiato tanto, si come al solito... è strana?? che significa?? non sta ancora bene, ok... no lunedì torna all'asilo che un'altra settimana con voi.. non, tu sei bravissima, chi ha detto niente (permalosa??!) ... ma se resto ancora..va bene...ritorno"
Mia madre mi ha intimato di andarmi a riprendere la vichinga e il mio FOODIES IN ROME è precocemente terminato, prima ancora di arrivare da Castroni. Avevo provato tutte le tecniche: l'impegno di lavoro importantissimo, il pranzo che si sarebbe prolungato, passo un attimo in quel negozio che è di strada e altrimenti non riesco mai.
Torna prima delle quattro non me lo diceva da forse 20 anni.
Mi è dispiaciuto molto salutare tutti, alcune in particolare, con cui avrei volentieri condiviso anche il resto del pomeriggio e alcuni/alcune che avrei voluto conoscere e con cui non sono nemmeno riuscita a parlare.
Ci siamo incontrati, guardati e scrutati un po' dentro, per cercare di associare, carpire, e ricercare quello che ogni giorno leggiamo sugli schermi. Ho consociuto chi mi legge mentre mi racconto e mi è sembrato così strano che un "estraneo" ne sapesse di me, della nana, e del pigiamino a pois (puntini ops!) più di persone che invece mi frequentano ogni giorno.
Ora aspetto i racconti del resto del pomeriggio, degli acquisti.. ma soprattutto qualcuno mi spiega 'sta storia dei foodbloggers a domicilio???
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