Don't Hide the Madness..

martedì 29 dicembre 2009

GIU' AL NORD

Io sono un'isolana, una cresciuta circondata dal mare e dai suoi frutti veri, quelli profumati e a volte sconosciuti. Io adoro l'odore ( o la puzza?) dei porti. Io sono terrona nel profondo, specialmente a tavola. Esigente come solo una figlia di ottima madre e cuoca può essere (quella che ora però compra la pasta frolla già pronta, ma i dolci.. diciamolo non sono mai stati il suo forte). Nella mia famiglia il pesce non viene solo cucinato, viene amato.
Uno dei miei primi ricordi è mio nonno che ritorna a casa con i polpi appena pescati e mi insegna a controllare se sono ancora vivi. Io facevo le corse con i ricci e giocavo con i granchi.

Io, la vigilia di questo natale ho mangiato improbabili fagottini precotti (compresi finti samosa e piccoli involtini primavera?!), pasta con condimento congelato e finitissimi spiedini simil bastoncino-findus.
Insieme a me gli altri ospiti hanno sorriso e sorvolato fino ad arrivare al giro di tombola d'obbligo, che ha risollevato un po' gli animi e la serata.

Il mio tortino nordico ha avuto un gran successo, ma non aveva avversari degni.

CAKE NORDICO AL SALMONE
(da CAKES DOLCI E SALATI)

180 GR DI FARINA
3 UOVA
100 ML DI LATTE
100 ML DI OLIO EVO
100 GR DI EMMENTHAL
100 GR DI SALMONE AFFUMICATO
1 MANCIATA DI ANETO
(2 CUCCHIAI DI BACCHE ROSSE)
1 BUSTINA DI LIEVITO
SALE, PEPE

Scaldare il forno a 180°.
Tagliare il salmone a piccole listarellee e tritare l'aneto (io non le ho messe ma le bacche rosse vanno schiacciate in un mortaio). Sbattere le uova con l'olio e il latte. Aggiungere la farina, l'emmenthal, il salmone , l'aneto (e le bacche rosse). Salate e pepate.Incorporate il lievito sciolto in un goccio di latte.
Io ho utilizzato uno stampo in silicone da minicakes, e l'ho cotto per circa 45 minuti.

Mi è rimasta la voglia di una bella cena di pesce e di una frittura leggera di gamberi e calamari.
Provvederò al più presto, e per il prossimo natale al menù ci penso io.

sabato 26 dicembre 2009

CHEESEEEEE


Sorridete... cheese! Ancora un altro dolce...
Le giornate di cene-pranzi-cene-pranzi-cene sono passate. Ho fatto terno a tombola e ho scartato regali pensati e studiati per me, e regali da questoloricicloallaprimaoccasione. Ho cucinato pochissimo perchè sempre ospite e perchè il mio piccolo KA rosso si è schiantato nel vialetto di casa mentre il mio incauto marito lo stava trasportando. E' ritornato il 24 pomeriggio come nuovo, con in più una sparabiscotti che mi ha comprato spinto dai sensi di colpa.

Questa è una tortina-coccola proprio per lui che vorreibbe sempre scappare a New york solo per mangiarne una come-si-deve (in realtà io lo so che vorrebbe trovare la scusa per rinchiudersi in negozi di dischi e t-shirt)
Giustifica
CHEESE CAKE AL COCCO
(da dolci a go go)

· 250 g di Philadelphia
· 1 vasetto di FIORELLO
· 200 g di panna fresca
· 150 g di biscotti secchi al cioccolato
· 120 g di zucchero
· 80 g di burro
· 80 g di cocco essiccato grattugiato
· 15 g di gelatina in fogli

Preparazione

Passate al mixer i biscotti in modo da ridurli in polvere unitevi il burro morbido e lavorate bene il composto con un cucchiaio di legno. Mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda. Foderate il fondo di uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro con carta da forno, distribuite sul fondo il composto di biscotti, livellatelo bene premendo con le dita e mettete in frigorifero.
Lavorate con lo zucchero il fiorello finché otterrete una crema spumosa, poi unitevi la Philadelphia e 80 g di cocco, mescolando bene in modo da ottenere un composto liscio. Dopodiché strizzate i fogli di gelatina, fateli sciogliere in una casseruolina con della panna e incorporateli alla crema preparata. Montate quindi leggermente la panna, unitela alla crema preparata, mescolando delicatamente, e versatela nello stampo sul composto di biscotti.
Spolverizzate la superficie del cheese-cake con il cocco e rimettete lo stampo in frigorifero per almeno 3 ore. Poco prima di servire, immergete lo stampo in poca acqua calda per un istante, sganciate il cerchio, trasferite il cheese-cake su un piatto da portata

Riporto fedelemente il suo procedimento con uniche modifiche:
FIORELLO (uno di quei cibi che ti fa pensare all'infanzia!) al posto della ricotta
BISCOTTI al CIOCCOLATO invece dei frollini secchi

mercoledì 23 dicembre 2009

QUESTA E' LA MIA....



Ero piccola quando curiosavo intorno alla loro tavola di legno, quando mio nonno e mia nonna (ale, noi impastavamo tutto a mano mica... come si chiama quell'aggeggio lì?) qualche giorno prima di Natale preparavano centinaia di dolcetti da regalare e da condividere con i loro amici e parenti. Con la marmellata per i grandi, con la nutella per i bambini golosi.
Riempivano scatole rigorosamente di latta che non arrivavano mai piene al giorno della vigilia.
Mia nonna da anni non riesce più a farli, mia madre è diventata così tanto pigra da comprare la pasta frolla già pronta ed io invece che sono nel pieno dell'entusiasmo culinario ( ah.. il dna!) ho forzato entrambe e ho fotografato.
Questo è il mio speciale augurio per chi passa da qui, e mi legge.
Buon NATALE a tutti!!


LE "PASTARELLE" DI NONNA LINA

1 KG DI FARINA
400 GR DI ZUCCHERO
7 TUORLI E 6 ALBUMI
200 GR DI STRUTTO
200 GR DI BURRO
5 BUSTINE DI VANILLINA
LA BUCCIA DI UN LIMONE GRATTUGGIATA
15 GR DI CREMOR TARTARO
10 GR DI BICARBONATO
per la glassa: 1 albume, 150 gr di zucchero a velo, succo di limone.
Mia nonna si faceva aiutare da mio nonno per impastare (2-3 kg di farina!), noi abbiamo usato la planetaria.
Sbattere le uova con lo zucchero e montarle per bene. Aggiungere quindi i tocchetti di burro molto molto morbido e lo strutto. Grattuggiare il limone e aggiungerlo insieme alla vanillina.
Una volta amalgamato il composto aggiungere lentamente la farina. Per ultimo versare 1/4 di bicchiere di latte dove avrete fatto sciogliere il cremor tartaro e il bicarbonato.
Il composto risulterà molto morbido e andrà lasciato in frigorifero a riposare per almeno mezz'ora.
Preparare gli stampini (noi abbiamo utilizzato quelli di carta, ma gli originali sono di acciaio!) e creare con la pasta dei salsicciotti (come per gli gnocchi) che suddividerete in tante piccole palline. Ogni pallina deve essere inserita nel pirrottino e schiacciata un po' per ricevere il ripieno.
Noi abbiamo utilizzato la marmellata di uva di pantelleria che mia zia ha fatto quest'estate.
Richiudete con un altro piccolo disco facendo attenzione a spingere bene i bordi in modo che il ripieno non esca durante la cottura.
Cuocere a 180° per circa 20 minuti facenco attenzione che non si brucino.

Lasciar raffreddare e decorare con la glassa (mescolare con le fruste l'albume e lo zucchero a velo aggiungendo, come dice mia madre, una spremuta di limone) e le codette colorate.

Queste sono le mie personali "madeleines"!
Ancora auguri a tutti!!!

lunedì 21 dicembre 2009

"NEL MODO STESSO IN CUI AGISCE L'AMORE...." M. PROUST


Non so se è stata la voglia di prolungare l'estasi culinario-gastronomica dei nostri 4 giorni a Parigi, o l'entusiasmo di provare i nuovi stampi che ho comprato QUI, ma mi sono ritrovata in cucina, quasi all'alba a fissare venti piccoli dolcetti, con la nana seduta accanto a me che sbirciava felice.
Io e lei in un unico e solo abbraccio, quello caldo della mattina, con la cucina invasa dal profumo e la speranza di riuscire a fissare nella sua memoria, i ricordi di un bellissimo viaggio, fatto con i suoi genitori felici ed innamorati. Sono certa che non sarà capace di ricordare la sorpresa della tour eiffel illuminata a festa o la gioia delle due ore passate alla citè des enfants, o il freddo, o il sole e il laghetto ghiacciato del jardin des invalides, ma spero che un giorno assaggiando un dolce, o sentendo un profumo si ricordi del tempo passato con me in cucina o del viaggio, o di quel famoso abbraccio all'alba di un giorno di dicembre, davanti al forno.

MINI MADELEINES
(ricetta base da MINI MADELEINES di Sandra Mahut)

150 gr di farina
125 gr di burro ammorbidito
150 gr di zucchero
2 grandi uova
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di lievito

Riscaldare il forno a 220°.
Sbattere le uova con lo zucchero finchè il composto non diventa bianco e spumoso. Aggiungere la farina e il lievito setacciati e quindi il burro morbido e il latte.
A questo punto si può aggiungere all'impasto qualsiasi cosa, io ho mescolato 1 cucchiaio di nutella, per non fare proprio i classici madeleines bianchi.
Lasciare riposare per mezz'ora in frigorifero e versare un cucchiaino da caffè di impasto in ogni formina.
Cuocere a 220° (la famosa gobbetta è il risultato dello shock termico della pasta fredda con il forno caldissimo) per 4 minuti e poi a 180° per altri 6 minuti.

venerdì 18 dicembre 2009

NON PERCHE' CI SEI TU...

TABERNA RECINA ORE 20.00 GIOVEDì 17 DICEMBRE 2009
SPAGHETTATA VOIELLO

Ho mandato giu' il primo bicchiere di vino bianco sperando di superare l'imbarazzo da foodblogger neofita, dopo aver sbirciato di nascosto nomi sulle etichette autoadesive, di alcuni che di cibo e di cucina ne sanno tanto. Il secondo durante il mini corso su come apparecchiare la tavola durante le feste di Natale, di Anna Prandoni della "Cucina Italiana", che in maniera divertente e simpatica ci ha spiegato come fare un centrotavola in pochi minuti. Il terzo è arrivato spontaneamente dopo aver ringraziato di non dover fare un centrotavola, di non dover cucinare il brodo e i tortellini, e di non dover apparecchiare la tavola il giorno prima per risparmiare tempo ( e poi chi ce l'ha il tempo di andare nel bosco a cercare le pigne?). La prova di creatività la risparmio che è pure vero che Gualtiero ha detto che è meglio togliere che aggiungere, ma il nostro era più che minimalista.
Il vino, il cibo e buona compagnia hanno fatto il resto e hanno reso piu' che piacevole la serata. Assaggi di 4 primi tipicamente romani (amaatriciana, cacio e pepe, puttanesca e carbonara) e la mancata torta alla ricotta (ebbene si, come cenerentola siamo scappati prima di mezzanotte, ma la nonna-premurosa-nonvipreoccupatevelatengoioquandovolete si è trasformata in quella nonmelalasciateadormireviprego) erano il menù dello chef Antonio.

Ed ora in onore (ma non perchè ci se tu a tavola con noi!) dell'ottima pasta VOIELLO (che poi è vero è la mia preferita, giuro giuro che non è una marchetta, perchè un piccolo appunto potrei anche averlo, che la carbonara, beh... insomma!), stasera

MEZZE MANICHE RIGATE AI CARCIOFI

250 GR (eh, si siamo partiti dai 250 gr x 2!) di mezze maniche VOIELLO
2 carciofi
una manciata di noci
parmigiano

Tagliare i carciofi a spicchi sottili e cuocerli con uno spicchio d'aglio e un filo d'olio per circa 15/20 minuti, fino a quando saranno belli morbidi. Aggiungere se serve mezzo bicchiere di brodo (o anche di acqua) e dosare sale e pepe. Non appena cotti frullare i carciofi, lasciando da parte qualche spicchio intero. Cuocere le mezze maniche per 14 minuti e ripassarle nella crema di carciofi, amalgamando anche il parmigiano. Mangiare subito.

I ringraziamenti dovutissimi alla Voiello, alla TABERNA RECINA, alle ragazze di HAGAKURE e con chi ha condiviso con noi questa cena, raccontandosi e condividendo come solo a tavola si riesce a fare.

PS. I bicchieri di vino ho smesso di contarli.

mercoledì 16 dicembre 2009

LE COSE CHE SO DI TE

Quello che ho imparato durante questi 4 giorni a PARIS:

- Organizzare il prossimo viaggio a Parigi in primavera-estate, perchè per resistere in giro a temperature polari come quelle che abbiamo trovato, la quantità di calorie da ingurgitare supera di molto la mia media mensile. (ma anche no, perchè Parigi a natale è meravigliosa!)

- Mangiare la domenica sera nel MARAIS non è affatto un'ottima idea. C'erano solo due ristoranti aperti. E a meno che l'unico desiderio non sia mangiare il piatto del giorno OSSOBUCO alla romana da ROBERT et LOUISE, o finire la tua giornata meravigliosa in uno squallido FLUNCH semivuoto, non ti resta che rifugiarti da LE POTAGER, e scoprire solo dopo aver sistemato la nana dormiente nel super passeggino, che è uno dei pochi ristoranti vegani a Parigi. (vega che? Vegano, amore. E che mangiano i vegani? Non mangiano carne, nè uova, nè pesce.... Possiamo ancora alzarci e andare via? ... ma anche no, perchè poi la cena è stata allietata da due vicini italiani con cui abbiamo amabilmente chiacchierato, mangiato e riso fino a tardi. Mi sfugge ancora però a cosa serve il lievito sull'insalata!!)

- Non lamentarsi mai più dei trasporti romani, dopo aver cambiato centinaia di metropolitane a Parigi con 13 kg di nana e 2 di passeggino da trasportare a mano, per centinaia, anzi migliaia di scalini.

- Mai far assaggiare qualcosa alla nana, perchè lei non conosce rifiuto, anzi ti nega ripetutamente un pezzo di croissant di HERME' dopo averlo provato, scuotendo forte la testa e abbracciandolo stretto con la faccia di chi dice NON CI PROVARE QUESTO E' SOLO MIO (se vuoi però dato che ti amo immensamente, mia adorata mamma, posso farti giocare con il libro nuovo dei pesciolini).

- Mai sottovalutare il palato di una nana di sedici mesi, capace di piangere perchè le togli dalle mani il macaron di hermè al tartufo bianco, solo per assaggiarlo. E' stata capace di piangere per averlo indietro.

- Dopo le decine di croissant francesi, compresi quelli firmati hermè e ladureè, io non posso più mangiare il cornetto del bar vicino all'ufficio e nemmeno mai più quelli in busta della macchinetta. La sfoglia e il burro che si fondono, non li dimenticherò mai più.

- Esistono delle librerie che hanno solo ed esclusivamente libri di cucina. La mia preferita dopo il tour è LA GOURMANDE , due piani di libri ben organizzati, e ben archiviati. Sono ritornata a casa senza aver comprato il fleur de sel, ma con tutta una serie di libri nuovi nuovi.

- Mai più viaggiare senza OKI. Gli anni cominciano a pesare.

- Non ci sarà nella mia vita torta più buona di quella del mio compleanno


A destra PLENITUDE un tripudio di mousse al cioccolato amaro su una base di macaron al cacao, e caramello croccante... vabbè praticamente il paradiso!
A sinistra CARREMENT CHOCOLAT ancora cioccolatoin mousse, e croccante su una base di molleaux al cioccolato... devo pure commentare??

venerdì 11 dicembre 2009

PARIS... JE ARRIVE

(foto dal sito www.pierreherme.com)

Vado a festeggiare il mio compleanno con una tortina di Pierre Herme' a PARIGI.
Buon WEEK END a tutti!

giovedì 10 dicembre 2009

AMORE E' LUI...

M: Amore, è lui.
A: chi?
M: E' L-U-I. Devi farne altri ceentooo
A: Ah, stai parlando del migliore fondant al cioccolato che abbia mai mangiato, quello di DADA che ho trovato da fiordilatte?
M: IO sto parlando di questo dolcino, che quando provi una ricetta non puoi farne solo sei e lasciarmene mangiare uno soltanto. Non puoi. Non devi. Eppoi chi è 'sta DADA?
A: E' una foodblogger..
M: Ah. Quando li rifai? hai detto subito, veh??

FONDANT AL CIOCCOLATO
(di DADA preso da FIORDILATTE)

per 6 monoporzioni:
200 gr di cioccolato fondente di ottima qualità
130 gr di zucchero
3 uova intere
50 gr di burro
60 gr di farina 00
3-4 cucchiai di acqua con qualche goccia di estratto di fiori d'arancio
(nell'originale acqua di rose)

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero finchè il composto non si gonfia e diventa chiaro, quindi aggiungere la farina setacciata. Mescolare bene il burro molto morbido con il cioccolato fuso ed unire alle uova sbattute.
Aggiungere l'acqua e mescolare delicatamente.
Riempire quindi i pirrottini ( io ho usato quelli argentati... bleah!) e cuocere a 140° in forno già caldo per 15 minuti.
Lasciateli raffreddare e serviteli.

martedì 8 dicembre 2009

PUZZAA.. PUZZA... PUZZA...


Il cavolfiore (questo lo so, è bianco!) puzza. Non ho nani in giardino, ma plotoni di LITTLE PEOPLE, e animali della jungla che si ribellano al solo pensiero.
La casa invasa dal cavolo, mai più, dopo la ricetta di comida.

CAVOLFIORE ARROSTO
(da comidademama)

1 cavolfiore
2 cucchiai di succo di limone
3 cucchiai di olio di oliva
1/2 cucchiaino di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di curry
sale

Lavare e pulire il cavolfiore tagliandolo a pezzi medio/piccoli. In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti. Passare una alla volta le cimette nel composto e lasciare a marinare per almeno una mezz'ora. Mettere il cavolfiore in una pirofila, aggiungere il sale e cuocere per 25 minuti a 200° in
una pirofila.

Il cavolfiore resta croccante, e saporito e la cucina e la casa intera sono salve.

venerdì 4 dicembre 2009

UNA VITA IN QUATTRO QUARTI

5 anni fa.
1 settimana di conoscenza con il mio attuale marito con la diffidenza di una single quasi trentenne che a tutto pensava meno che a sposarsi di lì a poco.
M: ale, ascolta, ehm... sai, sabato prossimo, la nostra prima uscita di sabato...
A: si... (e qui la mia mente già pensava a segreti inconfessabili, moglie o fidanzate e pure amanti nascoste, suocere invadenti - ops-)
M: sai, sabato prossimo io dovrei (dovresti?? suoni? te la canti? fai parte del coro, di una banda?) andare ad un concerto..
A: ah... (fiuuu.. scampate le mogli e le fidanzate nascoste, le suocere no... purtroppoo) un concerto. Va bene vengo pure io, anzi sono felice di venire.
M: davvero? ( e qui dovevo capire.... si, dovevo capire)
A: si, certo. Chi andiamo a vedere?
M: gli ASSALTI FRONTALI
A: .....

E' cominciata così la nostra vita in quattro quarti, quella del rap (inglese, italiano, svedese... ebbene si, anche quest'estate a stoccolma è riuscito a trovare un concerto rap, di uno di quei gruppi "ale-sono-i-miei-preferiti"), dei concerti nei centri sociali, dei viaggi a new york alla ricerca delle basi, della storia. Io condivido, ascolto, supporto perchè è una passione, la sua musica. Poi, ogni tanto, mi spengo e lo spingo ad andare a vedere di nuovo i suoi ASSALTI, ma da solo.
Mi acciambello sul divano e penso a quella sera, una delle prime sere.
Assaggio la mia quattro quarti, sorrido e gliela dedico.
La torta rap.

QUATTRO QUARTI AGLI AGRUMI
(dal blog MELAGRANATA)

4 UOVA
STESSO PESO IN FARINA
STESSO PESO IN BURRO
STESSO PESO IN ZUCCHERO
SUCCO DI 1 ARANCIA
SUCCO DI 1 LIMONE
1 BUSTINA DI LIEVITO
1 PIZZICO DI POLVERE DI ARANCIA
SALE

Sbattere le uova con lo zucchero e aggiungere quindi il burro fuso lasciato raffreddare, il sale, la polvere di arancia (sostituisce le scorze), e il succo ben filtrato. Setacciare la farina con il lievito e aggiungere un cucchiaio alla volta. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve.
Cuoocere a 160° per 45 minuti. Cospargere con zucchero a velo.
(il giorno dopo è ancora più
buona)

mercoledì 2 dicembre 2009

LA SBRICIOLATA DI OMELETTE


Sono in ritardo per la raccolta di ALBERTONE, ma ci tenevo comunque a pubblicare questa lodevole iniziativa.
Io ho sbriciolato (o destrutturizzato come dicono i VIPS) la più classica delle omelette.

LA SBRICIOLATA DI OMELETTE
(per un bicchierino)

1 uovo
1 manciata di briciole di prosciutto cotto
1 manciata di briciole di emmenthal
sale, pepe

In una padella antiaderente cuocere l'uovo, precedentemente sbattuto con sale e pepe. Strapazzarlo per bene, fino a creare delle briciole.
Mettere le briciole di uovo cotte come base per il bicchierino, e coprirle con le briciole di cotto e di emmenthal (io ho fatto un solo strato ma a posteriori era meglio mescolare un po').
Ripassare in forno per una decina di minuti e mangiare calda.

martedì 1 dicembre 2009

RICOTTA ALLA SECONDA


La torta con ricotta e cioccolato è la specialità di mia mamma, che riesce a fare una pasta frolla da urlo ( e soprattutto riesce a stenderla!), che farcisce con un leggero strato di marmellata di uva di pantelleria e quindi con la ricotta "condita" con lo zucchero e il cioccolato.
Non ho mai provato a fare il trittico frolla-ricotta-cioccolata (la mia è vera sudditanza!) fino a sabato sera, quando ho trovato la ricetta su "SALE E PEPE" di novembre 2009.

TORTA DOPPIA ALLA RICOTTA
(da SALE E PEPE di novembre 2009)

per la pasta frolla:
500 gr di farina
250 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova
una bustina di lievito vanigliato
qualche cucchiaio di latte
per il ripieno:
500 gr di ricotta
3 cucchiai di gocce di cioccolato

un uovo
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di passito di pantelleria
zucchero a velo q.b.


Per preparare la pasta frolla lievitata, montare le uova con lo zucchero, aggiungere il burro e la farina setacciata con il lievito. Io ho usato il KA, quindi niente fontana, niente impasto (che i puristi non me ne vogliano!).
Impastare fino ad ottenere una "palla", da riporre in frigo per un'ora.
Per il ripieno mescolare la ricotta con lo zucchero, l'uovo, il passito (aveva un profumo!), il cioccolato e aggiungere lo zucchero a velo fino ad ottenere la densità che vi sembra più giusta. La mia era abbastanza molle.
Foderare con carta da forno uno stampo e nel frattempo dividere la frolla in due parti. Iniziare stendendo la prima metà del composto e adagiarlo sul fondo della teglia, quindi coprire con il composto. Stendere la seconda parte della pasta frolla e coprire. Io ho fatto anche un piccolo salsicciotto per unire i due bordi.
Cuocere a 180° per 40 minuti in forno già caldo.
Cospargere con lo zucchero a velo e servire.


La torta ha passato anche la PROVA-MAMMA (ma quando smetterò di voler la sua approvazione in cucina, pur sapendo che certe cose mi vengono meglio di lei?? No, il sugo no, quello mai!).


PS: La ricetta del maialino della cena di sabato sera non riesco a pubblicarla, o meglio non l'ho fotografata perchè proprio non sono riuscita a bloccare la teglia prima di arrivare al tavolo, con tutti gli ospiti che aspettavano. Un po' mi vergogno, un po' mi sembra folle, un po' non sono ancora completamente e mentalmente pronta a fotografare proprio tutto tutto.
Il maialino comunque è stato cucinato come da ricetta presa da "CUCINA" DI NOVEMBRE (fonte inesauribile, ho adocchiato altre due o tre cosine)
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