Don't Hide the Madness..

venerdì 27 gennaio 2012

IL CUORE DI ROMA


"Ma come hai detto che si chiama?"
"Ma chi "il grande"? Non lo so. Non l'ho mai saputo"
E pensi che si, in fondo, può anche essere vero, perchè qui a Roma, ci si saluta tutti, ognuno ha il suo bel soprannome, e se non sei così intimo da conoscere il padre e la madre o un parente stretto, non lo scopri mai il vero nome anagrafico.
Il grande è il grande. Punto.
Lo so, fa tanto romanzo criminale, ma è così.
Roma è così, una grande e sconfinata famiglia, che si odia, si ama, si scontra e si incontra.  Piccole storie in grandi storie, dure, bastarde, nascoste, ma sempre così evidenti, perchè il romano è cuore, e ha bisogno di raccontare e di raccontarsi, vuole essere moderno, ma si perde nei vicoli di quartiere e parla ancora con il giornalaio, e il fruttivendolo (quando lo trova), che urla alla finestra per farsi tirare le chiavi, e la domenica compra ancora le paste e non i macarons, che se deve scegliere tra il sushi e la pizza, ti risponde "pizza bianca calda del forno con la mortadella tutta la vita".
I panni sporchi li lava in casa, ma poi li stende fuori. Anche quelli veri, di panni.
E tu la ami Roma. E anche i romani. E anche LA Roma. E sei romanista.
E non eri mai stata in curva, e ti sei ritrovata a guardare la partita da un'altra prospettiva, a sentirla più che altro, perchè poco si vede, ma la gioia, quella, si sente addosso, e l'ansia e l'attesa pure.
E le vite, quelle che si dividono fuori dallo stadio, lì sono tutte un'unica voce.
C'è chi vive ai Parioli, e chi in periferia. Chi lavora, chi ruba. Chi piange e chi invece ride.
E sono tutti insieme.
E ti sembra così assurdo per quanto è vero.
E te la godi la tua vita, che è fatta di questi momenti. Di un bacio sulla testa che più sincero non era stato mai. Di bandiere, di cuori, di vita sospesa per 90 minuti, che poi dopo tutto ricomincia, come sempre, come al solito.

Listening COLLE DER FOMENTO - IL CIELO SU ROMA

mercoledì 25 gennaio 2012

IL TUO RESPIRO


Un anno fa.

La mia vita.
La TUA vita.
Il tuo pianto.
Il mio respiro.
Tu.
Io.
L'amore.
Il tuo battito.
La speranza.
Il dolore.
La forza.
La gioia.
Il futuro.
Oggi.
Domani.
NOI.

Auguri mio piccolo grandissimo AMORE!


foto dal web

domenica 22 gennaio 2012

DELLA RESISTENZA

Hai nel portafoglio un' innumerevole e sconsiderato numero di tesserine che ormai non riesci a trovare l'unico bancomat se non dopo una decina di tentativi. E ti è capitato di voler pagare al supermercato con la carta gold del blockbuster, ma quello era anche il momento in cui hai cercato di aprire la porta di casa con il telecomando della macchina, e ti sei anche sorpresa che non funzionasse.
Ora, che hai dato una parvenza di pulizia e di stabilità alla tua vita, e ne vai segretamente fiera, che ci voleva giusto per non avere addosso tutta quell'ansia e quella confusione che ti stringevano il cuore e lo stomaco la notte, e il giorno e pure la notte dopo. Ora, ogni tanto hai dei veri raptus da "butto tutto" e ieri è toccato al portafoglio, che forse ne dovresti comprare anche uno nuovo, che questo sarà pure color tiffany, ma non è più il caso, e pensare che negli anni non è venuto in mente a nessuno di regalartelo e tu che in questo periodo svaligeresti questo shop QUI, sogni segretamente di poter fare click-acquista, anzi no, di poter tornare a Parigi ed uscire felice con la borsa, il portafoglio, la giacca e il maglioncino che sbirci con la lingua appiccicata allo schermo e gli occhi che brillano. Ma resisti forzatamente, un po' come quando amazon tutte le mattine ti ricorda che esiste un oggettino che si chiama Kindle, e che tu no, hai solo guardato centinaia di volte sperando in un improvviso calo del prezzo, e amazon lo sa, eccome se lo sa. Però resisti, allo shopping, e non solo ultimamente.
Comunque tornando alla tesserine, le tieni e le usi anche, ma poi ti perdi nelle raccolte punti che deleghi a tua madre, che lei invece si, che è organizzata ed efficiente e ritorna a casa felice e ti dice:
"Ale, ho preso una cosa per te con i punti del supermercato"
E tu segretamente speri.
"Una pentola"
 E tu segretamente imprechi che devi sistemare la cucina, e dove te la metti ora un'altra pentola.
"quando l'ho vista ho pensato subito a te"
E tu ari-imprechi che tutti ormai ti pensano solo in cucina, o con i bambini, o in cucina. Ma un bel paio di tacchi 12, mai, eh?
"Grazie mamma, è tanto grande?"
"No, Ale, la ragazza mi ha detto che è marocchina, ed è anche rossa"
Apro la scatola e ci trovo una luccicante Tajine rossa.
"Però, la mamma,eh"

TAJINE DI VITELLO CON CECI
AL PROFUMO DI ARANCIA E VANIGLIA


500 gr di bocconcini di vitello - 50 gr di ceci secchi - 150 gr di polpa di pomodoro - mezza stecca di vaniglia - un pizzico di polvere di arancia - mezzo cucchiaino di ras el hanout - olio- mezza cipolla bianca - sale -pepe-farina - cous cous per accompagnare.

Mettere a mollo i ceci secchi per almeno 4/5 ore (io li lascio tutta la notte). Infarinare i pezzi di carne in maniera omogenea ed unirli al soffritto di poco olio e mezza cipolla. Lasciar dorare la carne per almeno 5 minuti, e quindi aggiungere la polpa di pomodoro, insaporire per qualche minuto e di seguito aggiungere le spezie. Aprire la stecca e aggiungere alla carne sia i semini che la stecca stessa. Salare, e quindi irrorare con almeno 2 grandi bicchieri di acqua. Chiudere la pentola tajine e cuocere per circa 1 ora e mezza a fuoco bassissimo.
la carne risulterà morbida e profumata. Accompagnare con cous cous.
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